Togo -Villaggio
Per la terza volta ho il mio appuntamento con l’africa. Venuto a conoscenza di questa Associazione, per realizzare un progetto di ampliamento della scuola nel villaggio di ANDO BEDO, eccomi pronto per la partenza. Il boing 737 della Royal Aer Marocco parte in orario alle 13,50 e mi ritrovo seduto accanto ad un papà con la sua bambina di 6 anni Marocchina.
Dopo circa sei ore di volo ed una lunga estenuante coda per il visto provvisorio(quasi un’ora €20); prima di uscire dall’aeroporto ho dovuto discutere con un militare, che con insistenza voleva dei soldi; al mio rifiuto e seguito un nuovo controllo del bagaglio. Resosi conto della mia testardaggine, superiore alla sua, a detto OK. Mi ha ricordato la frontiera della Cambogia, dove mi era successo la meme choise. All’uscita non abbiamo trovato nessuno dell’associazione, e dopo numerosi tentativi per telefonare in Italia, la preoccupazione aumentava. Mi era di sollievo il fatto di avere 2 nominativi di hotel nella capitale. Dopo circa un’ora arrivano tre ragazzi dell’associazione che con molta calma ci hanno accompagnato alla loro macchina. Fuori dall’aeroporto siamo catapultati nella realtà di Lome. Strade, quasi completamente al buio (essendo ore 3am), strade sterrate con grosse buche, da competere con le montagne russe dei nostri . Avevo letto sulla lonely planet di molte deficienze in molti settori, ma viverle e tutta un’altra cosa. L’emozione è grande. Fortunatamente non impieghiamo molto tempo per arrivare al nostro alloggio, a casa del Presidente dell’associazione Messieur Jan. L’accoglienza è calorosa, e dopo breve conversazione ci siamo infilati sotto le zanzariere e abbiamo dormito fino alle ore 10. Da oggi, non essendoci acqua corrente la doccia la faremo con l’aiuto di un secchiello. Al mattino siamo andati a far visita ad una scuola. Molte delle aule accolgono fino a 80 bambini per classe. Si, avete capito bene, 80 bambini, dove quelli seduti agli estremi della panca restano fuori con metà sederino. Dopo le dovute presentazioni al direttore e insegnanti, veniamo accolti dagli alunni con canti e battiti di mani. Io, con il mio più che scarso francese ho detto loro che sono venuto a portare il saluto dall’Italia; <> accolto dai bimbi con sorrisi, battiti di mani e un loro 3 volte . La giornata è proseguita con un ottimo pranzo a casa di Gerard, collaboratore di Jan, dove abbiamo familiarizzato con moglie e i suoi tre bambini. Nel pomeriggio ci hanno accompagnati alla grande spiaggia di Lome, che essendo Domenica era animatissima con venditori di ogni cosa. La sera, la cena è stata consumata presso un loro amico, con molti prodotti locali e bevande anche alcoliche. C’erano molti partecipanti alla festa (compleanno) con molti bambini che giocavan davanti al compiuter; occasione che mi ha permesso di fare molte foto. Oggi, Lunedì 25/7 in sella alla moto-taxi ci siamo recati all’ambasciata per la registrazione della nostra presenza in Togo e al consolato per il visto valido 30 giorni. A poco è valsa la nostra richiesta di averlo subito, verrà pronto domattina. Le moto-taxi ci portano al grande mercato di Lome. Una cosa da restare senza fiato. In una confusione indescrivibile e una moltitudine di colori, vendevano di tutto. Molti prodotti in vendita erano portati, con un equilibrio circense sulla testa. Io ne ho approfittato per cambiare 100 € (€1=CFP-665,85) comprare un po’ di frutta e una sim- card costata 3€. Il pomeriggio è stato ricchissimo di avvenimenti; Il massimo dei momenti emozionali è stato quando ci siamo recati presso le famiglie per l’adozione: Io una bambina di 6 anni, e Claudia un bambino. Lascio alla vostra immaginazione, le baracche nelle quali vivono questi bambini, che l’unica colpa, è di essere nati in un paese dove i privilegi sono solo di pochi fortunati. Abbiamo abbracciato a lungo i nostri bambini, i loro fratellini e la Nonna che li accudisce. Ancora adesso, mentre descrivo quei momenti, sento la mia pelle ruvida e la commozione è tanta. E’ stato difficile strappare qualche sorriso, visivamente forzato, per qualche foto di rito. Solo persone insensibili avrebbero potuto pensare che questi bambini, ai quali tutto è negato, potessero avere motivi per sorridere. Martedì (25/7) mattino siamo andati a ritirare i passaporti e saliti su un taxi per raggiungere il villaggio , dove verrà realizzato il progetto-scuola. Il villaggio si trova a 70 Km. A nord di Lome. Sul taxi saliamo in sei persone, e il bagagliaio semiaperto, era legato per non perdere i bagagli. Durante il viaggio, durato 4, ore ci sono state diverse fermate con alternarsi di passeggeri. Alle fermate i venditori ci offrivano i loro prodotti (Arancie-Banane-Noccioline-Ect.) e in auto non eravamo meno di sei adulti, spesso anche in sette con qualche bambino. L’auto correva su l’unica strada asfaltata che essendo piena di buche, costringeva l’autista a delle gimcane, a volte evitando l’autoscontro all’ultimo momento. Ho anche pensato che i soldi spesi per l’assicurazione prima della partenza erano stati spesi beni. Le auto-taxi utilizzate; da noi, sarebbero rifiutate dal rottamaio più ottimista.. Lasciata la strada asfaltata, ci immettiamo in una sterrata dove a 15 Km. si trova il villaggio che intendiamo raggiungere. E’ a questo punto che troviamo una grossa buca, che le piogge della notte avevano riempito, formando un piccolo laghetto. Niente da fare, l’autista si reca in un villaggio poco lontano e fa intervenire una persona con la moto, che però riesce a portare solamente parte dei nostri bagagli. Noi, trolley sulle spalle, percorrendo 3-4 Km. a piedi ai bordi del viottolo, abbiamo raggiunto il Villaggio . Siamo stati accolti con urla di gioia dai bambini del Villaggio, poi c’è stata la presentazione al capo-villaggio e la sera una festa di “benvenuto” con suoni e canti. Montate le zanzariere e acceso uno zampirone ci addormentiamo con un rumore di sottofondo (ma non troppo) emesso dalle rane (Crapò) di un vicino fiumiciattolo. La giornata comincia con la sveglia alle ore 6 e dopo la colazione, con gli altri volontari Francesi e Togolesi inizia il lavoro al cantiere; smettiamo alle ore 12, quando il caldo sole sarebbe in grado di cucinare le uova. Dopo il pranzo, dalle 14,30 alle 15.30 lezioni di Italiano ai volontari togolesi, e alle 16 inizia con l’aiuto dei tamburi, l’animazione con i bambini (40-50) del villaggio. I tanti giochi ci permettevano di distribuire giocattoli e vestiti portati dall’Italia. La sera, dopo una doccia e la cena, spesso al suono dei tamburi iniziano i balli e i canti, con buona partecipazione degli abitanti del villaggio. Qui la vita è più che spartana. Alle 18 cala il buio, e sono necessarie le torce a batteria o a manovella. L’acqua è reperibile dal pozzo, a 500 mt. dalla nostra postazione presso una famiglia. Il bagno non ha bisogno di essere aerato, perché essendo all’aperto, c’è tutta l’aria necessaria. Non scordarsi di fare rumore prima di raggiungerlo, per non trovarsi a farla in compagnia. Per mangiare bisogna pensarci molto prima, perché il fuoco, a legna o carbone, impiega più tempo a fare bollire l’acqua. La doccia all’aperto, è un quadrato con ai lati delle canne e davanti un asciugamano per nascondere le nostre nudità. Le nostre attenzioni, mie e della straordinaria Claudia, sono rivolte ad una bambina di 4 anni che ne dimostra 2 di meno. Aveva perso la Mamma, e il papà vive in un altro villaggio. Due volontarie Francesi avevano lasciato del denaro per l’acquisto di medicine da comprare dopo il consulto con dei pediatri in Francia. La bambina “Dayovo” non sentiva da un orecchio, perché chiuso. Ha rifiutato per un certo periodo il cibo e non partecipava ai giochi con gli altri bambini. Spesso sulle mie ginocchia, aveva degli scatti improvvisi. I suoi occhi, evitavano con l’aiuto del braccino di incrociare i miei. Ho chiesto al responsabile Togolese se nel periodo di mia permanenza poteva mangiare con noi. Per alcuni giorni ha potuto mangiare le mie scatolette di carne, dei biscotti e della frutta. Claudia le ha dato del latte concentrato che ha succhiato subito. Qui i pasti sono con carboidrati, ma quasi totale assenza di proteine. Dopo una settimana di coccole e regalini vari le ho dato un fischietto. E’ bastato il fischio per finalmente avere l’inaspettato sorriso. Ricordo molto bene quell’attimo. Il mio sguardo e di Claudia si sono, come di defoult, incrociati sfoggiando in una gioia da tempo attesa. Da quel momento l’abbiamo vista sorridere più volte e perfino partecipare ai giochi con altri bambini. Lei e i suoi tre fratellini vivono in una capanna con la nonna che dimostrava di avere 120 anni. Avevo già deciso che parte del mio bagaglio (Asciugami- torcia-ciabatte-) e un materassino comperato a Lomè, lo avrei lasciato a questa famiglia. Avevo anche pensato ad un piccolo aiuto economico visto che qui i soldi, non sai come spenderli perché non c’è niente da comprare. Perfino l’acqua minerale, con la quale ci lavavamo i denti, era fornita dall’associazione. Questi episodi ci ripagano alla grande di tutti i disagi che, anche se c’è li aspettavamo sono pesanti. Oggi (29/7), insieme ai numerosi bambini, abbiamo mangiato all’italiana le trofie con il pesto portate da Claudia. Sarà la fame pregressa, ma le ho trovate buonissime. La sera è arrivata dall’Italia Nadia, e quindi dormiamo in 5 in una stanza 2X3. Il lavoro al cantiere prosegue con l’aiuto dei bambini che fanno a gara per portare secchi di sabbia sulla testa. Siamo fortunati perché il tempo si mantiene abbastanza fresco e la stagione delle piogge sta per finire. L’umidità è fastidiosa perché facilita l’appicicarsi addosso della terra rossiccia. Le ragazze mi fanno notare un graffio insanguinato sulla gamba che non coperto ha fatto subito infezione con gonfiore della stessa. Dietro pressione di Claudia, Nadia e del responsabile, a bordo di una moto, contro la mia volontà, vengo accompagnato all’ospedale, distante 20Km. dove mi viene fatta l’antitetanica e una endovena di antibiotico. Voglio evitare le ovvie critiche all’ospedale, non posso non dirvi, che l’ago usato per l’endovena, forse non viene utilizzato nemmeno dai nostri calzolai. Oggi Sabato 29, con zaino in spalla percorsi 3 o 4 km. siamo arrivati in un villaggio vicino, e saliti in tre per moto, andiamo a prendere un taxi che ci porterà alle cascate distanti circa 50km. Sulla strada ci siamo fermati al grande mercato del villaggio , dove lasciati gli zaini presso una famiglia, andremo a dormire questa notte. Il viaggio per le cascate è stato fatto con il fazzoletto sul naso per filtrare lo scarico dell’auto dentro l’abitacolo. Seduta a fianco a Claudia, una signora con una bambina in braccio; che ci siamo chiesti se dormisse veramente oh!!!!!!!tanto era il gas dentro accumulato. Alle cascate è stato un pomeriggio di allegria con canti e balli inscenati da una compagnia di Francesi. Abbiamo fatto il bagno e subito dopo a bordo del pulmino-taxi con a bordo 18 persone siamo ritornati a cena dalla famiglia ospitante. La serata si è conclusa in un bar sorseggiando una birra con musica sparata a tutto volume. La domenica mattina, abbiamo avuto l’occasione di assistere ad un matrimonio. E stata una cerimonia bellissima, con canti e balli dentro la chiesa, terminata alle ore 14. L’eleganza dei molti partecipanti era accentuata dai vivissimi colori dei vestiti. La lunga predica del Prete in lingua Francese, con una voce da basso tenore, era simultaneamente tradotta in ; lingua parlata nel sud del Togo. Oggi 1/8, sono arrivati: Erica e Davide dall’italia e Adelin e Guiò dalla Francia, oltre a 4 volontari Togolesi. Tutti molto giovani e simpatici. Saluto e presentazione al capo villaggio e serata con festa fino alle ore 11. Con l’arrivo dei nuovi volontari, i lavori alla scuola proseguono più velocemente. Il periodo di permanenza di Claudia in Togo è terminato e la sua presenza mi mancherà. Questa mattina (venerdì) insieme alla Nadia ha svuotato la sua capiente valigia piena di vestitini, con gioia dei bambini di buona parte del villaggio. Hanno faticato per assegnare ad ognuno la giusta misura da indossare. Claudia non poteva chiudere meglio la sua operosa esperienza a . Nel pomeriggio saliti in tre sulle moto e poi su un taxi, accompagniamo Claudia a Lome, dove sabato notte partirà per L’italia. Qui abbiamo incontrato tre Italiani (Dario, Lorenzo e Chiara) che lunedì verranno al villaggio con noi. La sera siamo tutti andati alla discoteca “Privilege” che si trova a fianco dell’hotel Palm Beach. Dopo diverse birre e la conoscenza di una ragazza del locale “Fransoise” che mi invitava, senza successo, a concludere privatamente la serata, alle ore 4; noi siamo andati a dormire, mentre Claudia è stata direttamente accompagnata all’aeroporto. Sabato pomeriggio siamo andati in una grande scuola di Lome dove è in cantiere un progetto Italiano per un nuovo edificio. In serata, insieme agli altri italiani ci siamo recati presso un orfanotrofio che ospita 24 bambini, raccolti dalla strada perché senza genitori. Il baratto, tra i loro abbracci e i nostri giocattoli e vestitini portati dall’Italia è stato inevitabile. Questa casa di accoglienza è stata fondata da una coppia di togolesi. Si auto-finanzia con piccoli lavori, che poi vendono, e con le donazioni. Oggi Domenica 7 abbiamo assistito alla messa nella cattedrale di Lomè. La chiesa era gremita di gente che con canti, movimenti del corpo e gesti con mani e braccia, hanno reso la durata della messa (ore 1,30) piacevole. La giornata è proseguita con uno sfarzoso pranzo a casa di Gerard e una passeggiata sul lungo-mare di Lome; concludendo la serata bevendo una birra sulla romantica darsena. Lunedì 9, al mattino c’è stata l’adozione dei bambini ai 4 italiani, poi al grande mercato e dopo il ritiro dei loro passaporti siamo tutti partiti per . Nei pressi del villaggio abbiamo dovuto spingere le due auto perché erano rimaste infossate a causa della pioggia. Questa settimana i lavori alla scuola sono proseguiti più velocemente. Sabato 13 insieme a tutti i volontari siamo partiti per le cascate. La sera abbiamo fatto sosta in un albergo dove, nonostante la pioggia siamo andati a ballare in una discoteca all’aperto, scatenandoci in balli frenetici e inenarrabili. Rientrati in albergo a tarda ora, abbiamo dormito in tre per ogni letto per mancanza di stanze. La domenica tutti in acqua con i soliti canti dei nostri volontari Togolesi. Oggi mercoledì 17 giornata normale fino a sera, quando Davide si accorge che dal suo zaino è stato prelevato il cellulare e mancavano 150€. E’ stato subito avvisato il capo-villaggio che riunito il consiglio in nostra presenza, ha voluto una descrizione dei fatti. Alla fine ci è stato detto, che se entro domani non verrà riportato quanto rubato, sarà fatto il rito WUDU e la persona colpevole morirà. Mi sono subito chiesto se dovrò assistere ad un sacrificio umano. Con nostra sorpresa la mattina successiva, dietro la porta è stato ritrovato il cellulare e metà degli euro. Alle 9 siamo stati convocati nuovamente dal capo-villaggio dove c’erano ad attenderci molte persone. Ci hanno spiegato che è la prima volta che succede una cosa del genere, e dopo i saluti di rito siamo stati concedati. Questa settimana si sono ammalati in molti del nostro gruppo. Alcuni di congiuntivite, molto fastidiosa; Davide e Guio hanno la febbre. Io a parte qualche puntura di zanzara e un po’ di stanchezza dovuta agli antibiotici, sto bene. Questa sera (18/8) è l’ultima sera al villaggio e ci sarà una grande festa. Oggi (Venerdi19) insieme agli Italiani siamo partiti per Lome. Percorsi 500 metri, il pulmino si è fermato e sono riusciti a farlo ripartire dopo un’attesa di circa mezzora. In serata siamo arrivati alla sede dell’associazione e dopo una breve doccia a casa di Olivia, una simpatica volontaria Togolese del nostro gruppo, siamo andati in discoteca. Rientrati alle due, abbiamo dormito per terra, sapendo che alle ore tre e alle ore 7 saremmo stati svegliati dall’altoparlante del Muazin della moschea collocata a fianco a noi. Oggi sabato(20) dopo la colazione con Omelet latte e caffè siamo andati al mare. E’ stata una giornata stupenda. Abbiamo mangiato in spiaggia del pesce alla brace con patatine. La sera, Lorenza ed io siamo andati a dormire a casa di Jan. Al mattino ci siamo alzati alle 8 e in sella alla moto siamo andati a vedere P.za dell’indipendenza (27 Aprile) con annesso il palazzo del congresso e a fianco l’hotel a 4 stelle. Lorenza ha voluto vedere il grande mercato e con l’occasione abbiamo visto la grande cattedrale cristiana di Lome; era mezzogiorno è si celebrava la messa in lingua Inglese. Alla ore 13 abbiamo pranzato con Ignam e sugo, e alle due Lorenza è partita per fare ritorno al villaggio. La sera, Jan, sempre disponibile e gentile, mi ha portato a cena a casa della sorella che vive con la mamma e i suoi tre bambini. Finalmente ho potuto gustare degli spaghetti col sugo. La serata si è conclusa con una birra sulla darsena, dove abbiamo incontrato il simpatico Foly. Oggi è il mio ultimo giorno in Togo. E’ stato un mese straordinario, vissuto e caratterizzato da molti avvenimenti. Anche se ho dovuto superare ostacoli fino allora impensabili, alcuni dei quali resi noti in questo racconto, molte altre cose mi mancheranno. Forse, più in là, mi scorderò i nomi di alcuni bambini conosciuti: Fafaly-Messa-Dayovo-Beaty- e tanti altri, ma sono certo che ricorderò a lungo i loro volti, con i loro grandi occhi, che esprimevano affetti assenti, mancanza di cibo, e di tante altre cose necessarie alla loro crescita, Non scorderò le loro mani, spesso tese, in attesa di ricevere qualcosa da mangiare. Io, che sono schizzinoso nel mangiare, che scelgo sempre le cose che più mi piacciono, mi sono sentito umiliato di fronte a tanta povertà. Per la cronaca, da questa esperienza sono tornato con sei 6 di peso in meno. Potrebbe essere un’idea per chi volesse raggiungere un duplice obbiettivo: forma fisica e benefici al cuore. Alla fine, non so proprio, se hanno dato più loro a me, di quanto non ne abbia dato io a loro. Di certo sono esperienze che arricchiscono chi le fa. Forse una rilassante vacanza alle Maldive mi sarebbe costata meno, ritornando con una abbronzatura invidiabile, ma sono certo, non mi avrebbe dato tante emozioni, che mi accompagneranno per molto tempo. Ricorderò a lungo la cordialità dei Togolesi, la disponibilità del presidente Jan e di tutti i collaboratori dell’associazione. Grazie Togo.