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Home Eventi Afriaca 2009 - 2010: EDRU - L’Africa si racconta ai ragazzi

2009 - 2010: EDRU - L’Africa si racconta ai ragazzi

img_3346Fiabe, racconti e leggende africane con percussioni, canti e danze in teatro
L’Africa si racconta è uno spettacolo rivolto ai ragazzi della scuola elementare, media inferiore e superiore che ha l’intento di avvicinarli alla cultura africana, affascinandoli e introducendoli al magico modo delle fiabe e dei racconti.

Le fiabe e le leggende africane hanno una profonda tradizione e vengono tramandatedi generazione in generazione, ciascuna di esse nasce con il compito di insegnare qualcosa, ovvero la morale che racchiude, nel modo più semplice catturando l’attenzione e divertendo al tempo stesso.
Per educare, racconto e fiaba devono affascinare, sedurre, oltreché l’orecchio, il cuore e lo spirito ed è per questo che la narrazione è spesso accompagnata da canti e balli ed una precisa impersonificazione dei protagonisti.  Questi metodi di insegnamento ci riportano al valore della tradizione orale e alla sua pregnanza vitale per le popolazioni africane, perché essa era, e in parte è ancora, la funzione comunicativa per eccellenza.

La fiaba un terreno d’incontro che non ha barriere né temporali, né etniche, né d’età per questo la sua grande capacità di legare culture e storie diverse costituiscono un importante metodo didattico odierno.   Lavorare con la fiaba multietnica diventa allora un’esperienza educativa molto significativa, soprattutto se riusciamo ad arricchire la valenza aggregativa e partecipativa della parola con altri codici (intenzionale, mimico…), se coinvolgiamo tutti i partecipanti nell’interazione comunicativa, con un’intensità che riporta il racconto alle sue origini, all’incontro sapienziale, nel nostro caso, con le terre africane.  Inoltre se, all’interno della scuola o di altri gruppi,  si creano relazioni e punti d’incontro con ragazzi e bambini di altre culture, la fiaba ci aiuta a costruire orizzonti comuni partendo da storie diverse, ci aiuta ad affermare i valori della società e della tolleranza: il bambino straniero si sente veramente accolto quando si è creata con i compagni e la struttura scolastica una relazione protettiva e amica.

Sulla base di tutto ciò, crediamo che EDRU possa costituire un importante momento di aggregazione e di insegnamento, nel modo più semplice e divertente per i ragazzi.

LA FIABA nello SPETTACOLO
Le fiabe sono popolate da personaggi animali che si prestano particolarmente al compito di insegnamento-divertimento.  La fiaba è rappresentata da attori che impersonano animali e lo fanno attraverso la musica, il canto, il ballo in costume scenico. Questo metodo crea la possibilità di ancorare affettivamente ed emotivamente l’immaginario del bambino a culture, ambienti, protagonisti lontani, di creare una sorta di fiducia e in questo modo di immagazzinare il messaggio trasmesso. La rappresentazione sarà di sicuro intrattenimento e coinvolgimento dei ragazzi sia nel momento del divertimento e del ballo, sia in conclusione dello spettacolo attraverso un confronto mediante una conversazione globale su ciò che hanno appena visto e il messaggio  giunto loro.  Verrà inoltre distribuito a ciascuno un libretto illustrato dove sono raccolte alcune delle fiabe e dei racconti inscenati in teatro.

Un esempio di fiaba:  “Un cacciatore di lupi, arrivato nella foresta sentì improvvisamente un grido e subito dopo un pianto disperato. Il pianto proveniva da un buco profondo almeno 10 metri: un lupo era caduto dentro…

Il cacciatore, impietosito, invece di uccidere il lupo, (proprio lui che si vantava di essere un grande cacciatore di lupi) lo aiutoò ad uscire dal buco, rischiando anch’egli di cadere dentro e gli salvoò la vita. Il lupo fuori pericolo disse al cacciatore:  “sono 5 giorni che non mangio, ho molta fame adesso e quindi mangio te!”.  I due iniziarono a litigare a gran voce e si prepararono alla lotta per la vita.

Attirato dalle grida arrivò sul posto una vecchia lepre che, vedendo quello che succedeva, chiese una spiegazione.
Il cacciatore gli spiegò quello che era successo e cioé che lui aveva salvato la vita al lupo e che quest’ ultimo, come riconoscenza, in cambio se lo voleva mangiare in un boccone! La lepre non credette assolutamente alla storia che aveva appena sentito poiché disse: “lui un cacciatore di lupi che salva la vita a un lupo! Non ci credo nemmeno se lo vedo con i miei occhi!” .
Quindi il lupo, molto stupido, rientrò di nuovo nel buco e aspettò che il cacciatore ancora una volta lo tirasse fuori.
Ma il cacciatore lo lasciò lì perché non si fidava più e il lupo rimase nel buco giorni e giorni fino a che morì.

Morale: Quando una persona ti fa del bene, devi ringraziare. Sappi guardare oltre i tuoi bisogni, nel momento in cui c’è bisogno di salvare una vita”.


LA LEGGENDA
Le leggende popolari non sono mai inventate da una sola persona, ma alla loro invenzione concorrono sempre più persone che, con il trascorrere del tempo, trasformano un fatto vero in un fatto sempre più leggendario.
Le leggende non raccontano mai dei fatti puramente inventati ma contengono sempre una parte di verità che viene trasformata in fantasia perché gli uomini vogliono scoprire sempre la causa di certi fatti che non conoscono bene e pertanto cercano di spiegarli con l’immaginazione.
Gli uomini dell’antichità, che non usavano ancora i metodi della scienza, vedendo di giorno la luce del sole e di notte il buio, per spiegarsi il fenomeno, collegavano i due fatti con la fantasia immaginando, a volte, che ci fosse qualcuno in cielo che spostasse il carro del sole; in altri casi immaginavano che il sole e la luna fossero dei fratelli litigiosi che non volevano mai incontrarsi.
Ci sono leggende nate per conferire prestigio al proprio paese, come nel caso degli Svizzeri che hanno trasformato Guglielmo Tell, un montanaro probabilmente realmente esistito, in un eroe straordinario e coraggioso.
Anche dalle paure degli uomini sono nate le leggende. Infatti quando gli uomini hanno paura attribuiscono, con la fantasia, dei caratteri spaventosi alle cose che vedono o sentono, come l’ululato di un lupo o del vento, e spesso lo trasformano in un fantasma o in un essere mostruoso.
Un esempio di Leggenda:  L’uomo muore e non torna più.
Fidi Mukullu chiamò il Sole, la Luna, le Pleiadi e l’Uomo.
Poi disse al Sole:  “Va’ a prendermi del vino di palma”. Il Sole andò, spillò il vino e senza berne lo portò a Fidi Mukullu. Quest’ultimo disse: ” Ne hai bevuto?”  “No!”  “Ora vedrò! Entra in questa fossa; se non hai mentito, potrai tornare quando vorrai”.  Il Sole disse:  “Tornerò domani!”  E il giorno dopo il sole ricomparve.

Fidi Mukullu disse alla Luna:  “Vai a prendermi del vino di palma.” La Luna andò, spillò il vino e senza berne, lo porto a Fidi Mukullu che disse: ” Ne hai bevuto?”  “No!”  “Ora vedrò! Entra in questa fossa; se non hai mentito, potrai tornare quando vorrai”.  La Luna disse:  “Tornerò fra un mese!” E un mese dopo la Luna ricomparve.

Fidi Mukullu disse alla Pleiadi:  “ Andate a prendermi del vino di palma”.  Le Pleiadi andarono, spillarono il vino e senza berne lo portarono a Fidi Mukullu. Quest’ultimo disse: ” Ne avete bevuto?”  “No!”  “Ora vedrò! Entrate in questa fossa; se non avete mentito, potrete tornare quando vorrete”.  Le Pleiadi dissero: ”Torneremo alla fine della stagione secca!” E al temine della stagione secca le Pleiadi ritornarono.

Poi disse all’Uomo:  “Va’ a prendermi del vino di palma”. Il Sole andò, spillò il vino e ne bevve un po’e poi lo portò a Fidi Mukullu. Quest’ultimo disse: ” Ne hai bevuto?”  “No!”  “Ora vedrò! Entra in questa fossa; se non hai mentito, potrai tornare quando vorrai”.  L’Uomo disse:  “ Tornerò di qui a dieci giorni!”.
Il Sole si alza ogni giorno, la Luna riappare ogni mese. Le Pleiadi ricompaiono ad ogni stagione piovosa...
L’Uomo mentì e rubò. L’Uomo muore e non torna più.
(Leggenda dei Bantù del Congo)



Il programma è suddiviso per classi
Fiabe
1a e 2a elementare
3a, 4a e 5a elementare

Racconti e Leggende
1a, 2a, 3a media - 1a superiore
2a, 3a, 4a e 5a superiore


EDRU che significa “fiaba” nella lingua Ewe del Sud del Togo, è una iniziativa di Afriaca. Si rivolge ai ragazzi delle scuole elementari e medie inferiori con l’intento di avvicinarli alla cultura africana attraverso il fascino delle fiabe provenienti da diversi paesi del continente africano.  Dunque è anche un momento di interculturalità, di riflessione e di insegnamento sia per i ragazzi italiani che per tutti i ragazzi stranieri che, nati in Italia o arrivati qui molto giovani, possono avvicinarsi alle proprie origini.
Inoltre, durante lo spettacolo si cerca di trasmettere alcuni valori importanti che purtroppo stanno scomparendo, come il senso dell’amicizia, la sincerità, il rispetto, usando un linguaggio comune a tutti: quello della fiaba e della fantasia.
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