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Home Eventi Afriaca 13, 14 e 15 Aprile 2010: EDRU - L’Africa si racconta ai ragazzi delle scuole in teatro

13, 14 e 15 Aprile 2010: EDRU - L’Africa si racconta ai ragazzi delle scuole in teatro

img_3346Spettacolo di Fiabe, racconti e leggende africane, incontro con lo scrittore del testo “Imbarazzismi” con percussioni, canti e danze per le scuole in teatro.


EDRU che significa “fiaba” o “sogno” nella lingua Ewe del Sud del Togo, è una iniziativa di Afriaca. Si rivolge alle scuole o ai ragazzi.  L’intento è quello di avvicinare alla cultura africana attraverso il fascino di fiabe provenienti da diversi paesi del continente africano, leggende e storie, e fornire spunti di dialogo e riflessione mediante ’incontro con lo scrittore Togolese del testo “Imbarazzismi” e gli autori teatrali africani. Dunque si tratta di momenti di interculturalità, di riflessione e di insegnamento sia per i ragazzi italiani che per tutti i ragazzi stranieri che, nati in Italia o arrivati qui molto piccoli, possono avvicinarsi alle proprie origini e sentirsi maggiormente integrati.

Inoltre, mediante lo spettacolo si cerca di trasmettere alcuni valori importanti che purtroppo stanno scomparendo come il senso dell’amicizia, la sincerità, il rispetto, usando un linguaggio comune a tutti: quello della fiaba e della fantasia.

Le date:
13 Aprile 2010: 1°, 2°, 3a, 4a elementare:
14 Aprile 2010: 5a elementare, 1a, 2a, 3a media
15 Aprile 2010: 1a, 2a, 3a, 4a, 5a Superiori

Location:
Auditorium CA GRANDA – Via CA GRANDA 19 Milano

Gadget per i ragazzi:
-Libretto di raccolte di fiabe
-Libretto di raccolta di proverbi e leggende

Destinatari:
• 1°, 2°, 3a, 4a elementare:
Le fiabe africane con percussioni, canti e danze in teatro seguito di approfondimento, dibattito con autori, artisti e attori
• 5a elementare, 1a, 2a, 3a media: Spettacolo di una leggenda africana seguito di approfondimento, dibattito con autori, artisti e attori
1a, 2a e 3a Superiori: Rappresentazione teatrale Incontro e approfondimento con lo scrittore Kossi Amékowoyoa KOMLA-EBRI (Basile KOMLA

 


Essendo l’Italia un paese dove l’immigrazione è ancora giovane, nasce la necessità di informare e promuovere l’integrazione e il dialogo per scongiurare qualsiasi forma di paura e di intolleranza nei confronti di diverse culture ed etnie.  Questo rischio è diventato invece minore col passare degli anni in paesi Europei come la Francia, il Belgio, l’Inghilterra e l’Olanda che hanno visto decenni di immigrazione e nascere nuove generazioni di immigrati insieme ai propri figli. L’importante lavoro che deve essere fatto anche in Italia è quello di  investire sulla cultura, sulla diffusione delle informazioni verso i  giovani a casa come a scuola. Solo così, la nuova generazione, potrà essere preparata  in modo da evitare in futuro qualsiasi forma di razzismo.

1°, 2°, 3a, 4a elementare:

Le fiabe
1a fase:
Le fiabe africane con percussioni, canti e danze in teatro seguito
2° fase: Approfondimento, dibattito con autori, artisti e attori ;

L’”Africa si racconta” è uno spettacolo rivolto ai ragazzi della scuola elementare e media inferiore che ha l’intento di avvicinarli alla cultura africana, affascinandoli e introducendoli al magico modo delle fiabe e dei racconti.

Le fiabe e le leggende africane hanno una profonda tradizione e vengono tramandate di generazione in generazione, ciascuna di esse nasce con il compito di insegnare qualcosa, ovvero la morale che racchiude, nel modo più semplice catturando l’attenzione e divertendo al tempo stesso.


LA FIABA nello SPETTACOLO
Le fiabe sono popolate da personaggi animali che si prestano particolarmente al compito di insegnamento-divertimento.  La fiaba è rappresentata da attori che impersonano animali e lo fanno attraverso la musica, il canto, il ballo in costume scenico. Questo metodo crea la possibilità di ancorare affettivamente ed emotivamente l’immaginario del bambino a culture, ambienti, protagonisti lontani, di creare una sorta di fiducia e in questo modo di immagazzinare il messaggio trasmesso. La rappresentazione sarà di sicuro intrattenimento e coinvolgimento dei ragazzi sia nel momento del divertimento e del ballo, sia in conclusione dello spettacolo attraverso un confronto mediante una conversazione globale su ciò che hanno appena visto e il messaggio  giunto loro.  Verrà inoltre distribuito a ciascuno un libretto illustrato dove sono raccolte alcune delle fiabe e dei racconti inscenati in teatro.

Un esempio di fiaba: “Un cacciatore di lupi, arrivato nella foresta sentì improvvisamente un grido e subito dopo un pianto disperato. Il pianto proveniva da un buco profondo almeno 10 metri: un lupo era caduto dentro…

Il cacciatore, impietosito, invece di uccidere il lupo, (proprio lui che si vantava di essere un grande cacciatore di lupi) lo aiutoò ad uscire dal buco, rischiando anch’egli di cadere dentro e gli salvoò la vita. Il lupo fuori pericolo disse al cacciatore:  “sono 5 giorni che non mangio, ho molta fame adesso e quindi mangio te!”.  I due iniziarono a litigare a gran voce e si prepararono alla lotta per la vita.

Attirato dalle grida arrivò sul posto una vecchia lepre che, vedendo quello che succedeva, chiese una spiegazione.
Il cacciatore gli spiegò quello che era successo e cioé che lui aveva salvato la vita al lupo e che quest’ ultimo, come riconoscenza, in cambio se lo voleva mangiare in un boccone! La lepre non credette assolutamente alla storia che aveva appena sentito poiché disse: “lui un cacciatore di lupi che salva la vita a un lupo! Non ci credo nemmeno se lo vedo con i miei occhi!” .
Quindi il lupo, molto stupido, rientrò di nuovo nel buco e aspettò che il cacciatore ancora una volta lo tirasse fuori.
Ma il cacciatore lo lasciò lì perché non si fidava più e il lupo rimase nel buco giorni e giorni fino a che morì.

Morale: Quando una persona ti fa del bene, devi ringraziare. Sappi guardare oltre i tuoi bisogni, nel momento in cui c’è bisogno di salvare una vita”.


5a elementare, 1a, 2a, 3a media:

Le leggende e racconti
1a fase: Spettacolo di una leggenda africana
2a fase: Approfondimento, dibattito con autori, artisti e attori


Le leggende popolari non sono mai inventate da una sola persona, ma alla loro invenzione concorrono sempre più persone che, con il trascorrere del tempo, trasformano un fatto vero in un fatto sempre più leggendario.

Le leggende non raccontano mai dei fatti puramente inventati ma contengono sempre una parte di verità che viene trasformata in fantasia perché gli uomini vogliono scoprire sempre la causa di certi fatti che non conoscono bene e pertanto cercano di spiegarli con l’immaginazione.

Gli uomini dell’antichità, che non usavano ancora i metodi della scienza, vedendo di giorno la luce del sole e di notte il buio, per spiegarsi il fenomeno, collegavano i due fatti con la fantasia immaginando, a volte, che ci fosse qualcuno in cielo che spostasse il carro del sole; in altri casi immaginavano che il sole e la luna fossero dei fratelli litigiosi che non volevano mai incontrarsi.

Ci sono leggende nate per conferire prestigio al proprio paese, come nel caso degli Svizzeri che hanno trasformato Guglielmo Tell, un montanaro probabilmente realmente esistito, in un eroe straordinario e coraggioso.

Anche dalle paure degli uomini sono nate le leggende. Infatti quando gli uomini hanno paura attribuiscono, con la fantasia, dei caratteri spaventosi alle cose che vedono o sentono, come l’ululato di un lupo o del vento, e spesso lo trasformano in un fantasma o in un essere mostruoso.


1a, 2a, 3a, 4a e 5a Superiori:

“imbarazzismi ”

1°a fase: Rappresentazione teatrale,  
2°a fase: Incontro e approfondimento con lo scrittore

Introduzione:

Kossi tratta nei suoi saggi e nei suoi racconti i temi del razzismo e dell’intolleranza e da anni organizza incontri di riflessione con adulti e ragazzi. E’ autore di numerosi testi tra i quali “Keyla” e “Nuovi Imbarazzismi” dove parla della difficoltà di inserimento e dei pregiudizi che gli stranieri incontrano nel tentare di integrarsi  nella nostra società. Oltre a regalare grossi spunti di riflessione e confronto, sua capacità è di trattare queste tematiche con simpatica e intelligente ironia.

Lo spettacolo “Imbarazzismi” è in un primo momento, una rappresentazione teatrale di alcune situazioni illustrate nel  testo di  Kossi.  Gli attori insceneranno dunque alcuni momenti di vita quotidiana, vissuti in prima persona dallo scrittore e molto comuni ad altri immigrati in Italia. Gli aneddoti, sul treno, al supermercato… nella vita di tutti i giorni, creano situazioni di spontaneo imbarazzo tra la gente. Molte volte si tratta appunto di situazioni di “imbarazzo” dovute alla scarsa conoscenza di ciò che sta al di fuori dal nostro”recinto” piuttosto che di razzismo. Gli equivoci e l’ironia dell’autore, grazie all’aiuto degli attori, creeranno momenti di risate e nuovi spunti per trattare i temi della diversità culturale.


Nella seconda parte, ragazzi e genitori hanno la possibilità di interagire con il personaggio di cultura del mondo nero, trasferitosi in Italia da molti anni.
La contemporaneità trattata nei suoi testi e l’esperienza personale, offrono svariati punti di discussione e di curiosità da parte dei ragazzi e adulti. I temi ricorrenti sono la differenza dello stile di vita tra Togo (il suo paese natale) ed Italia, i valori e la diversità di cultura analizzata nei differenti modi di condurre la vita di tutti i giorni (ad esempio la concezione del tempo, della puntualità occidentale contrapposta al vivere senza considerazione del tempo e della puntualità in Africa). Oltre a tutto ciò la sua esperienza di medico offre notevoli spunti di riflessione sulla medicina e sui differenti modi di concepirla, se come tradizionale ricerca volta alla cura dell’essere umano o come qualcosa di non scientifico ma psicologico o soprannaturale, come intesa ancora oggi in molti Paesi dell’Africa dai guaritori.
Riteniamo che l’incontro possa fornire tutti gli elementi di riflessione e discussione sui principali temi contemporanei legati alla multiculturalità.

Nomi: Kossi Amékowoyoa  Cognome: KOMLA-EBRI
Nato in Togo (Tsévié) il 10/01/1954, Kossi Amékowoyoa KOMLA-EBRI (Basile KOMLA) conseguita la maturità in Francia, approda in Italia nel 1974 a Bologna ospite del fu Card. Giacomo Lercaro presso il Collegio Internazionale “Villa San Giacomo”. Completati gli studi universitari in Medicina e Chirurgia a Bologna, si è specializzato a Milano in Chirurgia Generale. Oggi lavora in Laboratorio Analisi presso l’ospedale Fatebenefratelli di Erba (Co). È sposato e padre di due figli e risiede a Pontelambro (Co).

 

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